Dopo il cinema, le fiction televisive e tanta pubblicità, la comicità surreale e poetica di Andrea Muzzi torna in teatro con lo spettacolo “Meglio lasciar perdere”, in scena al Teatro Studio di Scandicci, sabato 28 ottobre alle ore 21.
Scritto a otto mani da Andrea Muzzi, Giampiero Pizzol, Antonio De Luca e Andrea Bruno Savelli – che ne firma anche la regia – “Meglio lasciar perdere” è un monologo sul concetto di invincibilità che, attraverso le “gesta” di una grottesca carrellata di “eroi perdenti”, ribalta il significato comune di vincente e perdente:
mentre solitamente il vincente è impreparato a reggere la sconfitta, la perdita di rango e di importanza, il perdente invece, abituato a cadere, è sempre pronto a rialzarsi e a combattere di nuovo. Per questo il perdente è un INVINCIBILE. Invincibile è colui che non riesce ad essere sconfitto.
“Quando ero bambino - afferma Andrea Muzzi - avevo i soliti miti di eroi vincenti: Zorro, Chinaglia, Giacomo Agostini. Ma non capivo niente, perché gli eroi, credetemi, sono un’altra cosa.
Lo sapete chi è Eric Moussambani? Ve lo dico io! Giochi olimpici di Sidney 2000. Gara dei 100 metri stile libero. Tra gli atleti c’è lui: Eric Moussambani, classe 1978 della Guinea equatoriale. Ai bordi della vasca c’erano i migliori nuotatori del mondo e tra loro c’era anche Eric Moussambani, uno che sei mesi, dico solo sei mesi prima delle olimpiadi… non sapeva nuotare!
Infatti quando questo poveraccio si tuffò cominciò subito ad annaspare, si attaccò ai cordoni, ne tirò via due o tre. La gente dagli spalti diceva “oh che stile di nuoto ha questo?”. Alla fine tre spettatori si tuffarono e lo salvarono.
Un altro uomo che merita di essere ricordato è Giancarlo Alessandrelli, portiere di riserva di Dino Zoff. Dino Zoff ha giocato fino a 42 anni senza mai un infortunio, un raffreddore, un herpes, niente di niente. Alessandrelli è stato in panchina per 10 anni. Poi un giorno ha avuto la sua grande occasione: è entrato in campo per soli 20 minuti ma ha beccato lo stesso tre goals.
Non possiamo disconoscere il valore di Angela Koegh che durante una corsa di fondo fu doppiata dagli avversari 5 volte ed arrivò al traguardo con 40 minuti di ritardo. Addirittura all’ultimo giro le si affiancò il giudice pregandola di andare più veloce “dopo abbiamo un’altra gara”. Angela Koegh terminò la corsa e fece pure il suo record personale.
Tutti questi uomini hanno dimostrato doti fuori dal comune, capacità straordinarie, perché per perdere ci vuole una forza speciale.”.
Prodotto dall’Associazione Cantiere Musicale di Toscana, dopo il debutto scandiccese lo spettacolo sarà in tournée, per lo più in Toscana ma anche a Napoli e Roma, fino a marzo 2007.